Escavatori a risucchio Gerotto RSP della S.A.O. al lavoro

Un intervento di bonifica particolarmente complesso, condotto tra forti dislivelli e lunghe distanze operative, ha messo alla prova gli escavatori a risucchio RSP, distribuiti in Italia da Gerotto. Protagonista dell'operazione è S.A.O. – Servizi Ambientali Oltrepò, azienda specializzata in bonifiche ambientali e manutenzione di serbatoi, che ha scelto queste attrezzature per rimuovere un materiale misto ed eterogeneo composto da sabbia, sassi compatti, sfridi di ferro, dadi e bulloni. A raccontare i dettagli dell'intervento è Massimo Picasso, titolare da 26 anni di S.A.O., che ha condiviso l'esperienza sottolineando le difficoltà logistiche affrontate fin dalle prime fasi del cantiere. Per raggiungere l'area operativa, infatti, le attrezzature sono state trasportate tramite chiatte fino al punto di lavoro, un'operazione che ha richiesto un'attenta pianificazione data la natura del sito.
(descrizione) "Sono titolare da ormai 26 anni di S.A.O.: facciamo svariati tipi di attività, dallo spurgo civile allo spurgo industriale, dall'escavazione con escavatore a risucchio alle bonifiche ambientali" ha raccontato Picasso (in foto). "In passato non ci era mai stato richiesto un lavoro critico come questo. Le criticità di questo cantiere sono state quelle di dover lavorare sia in altezza che in profondità".

Profondità sfidante
Una volta posizionati gli escavatori a risucchio, la vera difficoltà tecnica è stata gestire uno sviluppo della tubazione di aspirazione contemporaneamente in altezza e in profondità: il materiale doveva infatti essere aspirato lungo un percorso che si estendeva su due direttrici, verticale e orizzontale, per decine di metri.
"Abbiamo predisposto una linea di aspirazione che sale in verticale fino in sommità alla gru, per poi scendere aspirando materiale fino a meno 22 metri" ha spiegato Picasso. "L'unico modo per rimuovere questo tipo di materiale, molto vario – si passava dalla classica sabbia di laguna a blocchi di marmo e sfridi di metallo – ha richiesto l'utilizzo di un escavatore a risucchio, perché a quelle profondità l'impiego manuale degli operatori sarebbe stato impensabile".

I numeri dell'intervento restituiscono la portata della sfida affrontata:
•    45 metri di tubazione impiegata complessivamente
•    19 metri di altezza raggiunta dal percorso di aspirazione
•    22 metri di profondità operativa
•    materiale con pezzatura superiore ai 250 mm rimosso manualmente e sollevato con gru
•    circa 200 metri cubi di materiale aspirato in totale
•    8 settimane di attività complessive per il completamento dei lavori

(descrizione) Prestazioni costanti anche in condizioni difficili
Nonostante i significativi dislivelli e le lunghe distanze operative da coprire, gli escavatori a risucchio RSP hanno garantito, secondo quanto riportato da Picasso, prestazioni costanti per l'intera durata del cantiere, confermandosi una soluzione efficace anche in scenari di bonifica ambientale particolarmente articolati. "La lunghezza della linea di aspirazione ha messo un po' alla prova questo tipo di attrezzatura, che però ha risposto bene e ci ha dato tante soddisfazioni" ha concluso Picasso. L'intervento rappresenta un caso emblematico di come le tecnologie a risucchio possano essere impiegate con efficacia in contesti operativi complessi, dove i metodi di scavo tradizionali risulterebbero difficilmente praticabili, offrendo al contempo maggiore sicurezza per gli operatori e precisione nella rimozione dei materiali.

Guarda il video dell'intervento: post LinkedIn di Gerotto