Slitta lo Stage V di 12 mesi!



La pandemia è arrivata quattro mesi prima del passaggio alle motorizzazioni Stage V per la gran parte della macchine movimento terra compatte e i costruttori si sono trovati sui piazzali macchine Stage IV già ultimate, ma anche motori Stage IV pronti per le linee di produzione. Ora arrivano le buone notizie. Grazie all’intenso lavoro delle associazioni di categoria con in testa il CECE, il parlamento europeo ha compreso la situazione e ha adottato un testo che estende di 12 mesi i termini di transizione della fase V per motori (con potenze comprese tra <56 kW e ≥130 kW) da installare su macchine mobili non stradali (NRMM) e trattori. Il voto apre la strada per l'adozione e la pubblicazione finali nella Gazzetta ufficiale della versione modificata del regolamento (UE) 2016/1628.
La scelta è quella giusta anche se è arrivata il 10 di luglio e i costruttori la invocavano da aprile. D’altronde, sono i tempi della politica che in una situazione che destabilizza il mondo intero non è riuscita a rispondere con la tempestività che le industrie della nostra filiera avrebbero voluto. Per contro le industrie hanno accolto con favore l'applicazione retroattiva di questo emendamento legislativo, che assicura la necessaria certezza giuridica.
Le associazioni industriali europee che rappresentano le macchine mobili non stradali (NRMM), in particolare CECE, CEMA, EGMF, EUnited Municipal Equipment & Cleaning, Europgen e FEM, hanno accolto calorosamente il sostegno del Parlamento europeo.

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Il Segretario Generale del CECE Riccardo Viaggi (in foto) ha dichiarato: "Il voto del Parlamento è stato fondamentale per prevenire ulteriori danni economici causati dalla pandemia di Covid-19 alle nostre industrie manifatturiere e proteggere migliaia di posti di lavoro qualificati che dipendono da loro. Neutra dal punto di vista ambientale, questa misura non ammorbidirà il rigore della legislazione europea. Al contrario, fornirà al nostro settore il tempo necessario per installare i motori di transizione, già acquisiti, nelle macchine, immetterli sul mercato ed essere conformi ai requisiti sempre più esigenti. Al contrario, l'inazione avrebbe comportato inutili sprechi di materie prime e risorse, oltre ai costi finanziari".